Facebook acquisisce Parse

È di poche ore fa l’annuncio dell’acquisizione di Parse da parte di Facebook.

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Parse è una piattaforma cloud-based che offre agli sviluppatori una serie di strumenti e servizi scalabili e multi-piattaforma (iOS, Android, Windows Phone 8, Windows 8, JavaScript, .NET), come ad esempio servizi backend per il salvataggio dei dati, notifiche, gestione degli utenti, rimuovendo quindi tutta quella serie di difficoltà legata alla gestione dei server e delle infrastrutture e permettendo quindi di concentrarsi solo sullo sviluppo dell’app e della sua user experience.

La mossa di Facebook prosegue nella logica di prestare maggiore attenzione al mondo mobile, ma rimane la cursiosità di capire cosa nascerà da questa acquisizione. Nell’annuncio viene affermato che Parse continuerà ad offrire i propri servizi attuali, ma è logico aspettarsi delle novità.

L’ipotesi più semplice è che l’sdk di Parse venga integrato maggiormente con l’SDK di Facebook e le API di Open Graph, offrendo quindi tutti i servizi cloud del primo e legandoli in qualche modo al social network.

[AGGIORNAMENTO]

If you wanted to make a leap of faith, you could speculate that Parse could become the plug-and-play backend of a Facebook mobile OS focused on making things easy for developers. That’s not out of the question far down the road, and is bolstered by Facebook’s recent acqhire of the Pieceable team who had built mobile app development and in-browser preview platform.
Via Techquote

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Concerto Woodkid @ Teatro Parenti

Credo sia la prima volta che mi capita di scrivere in un concerto. Ma quello di Woodkid visto ieri sera al Teatro Parenti a Milano per l’elita Design Week Festival, non può passare non raccontato.

Perché, giusto per dare subito un’idea, è stato un concerto da brividi e che ha mantenuto tutte le aspettative (piuttosto alte, peraltro) che mi ero fatto durante i mesi di attesa, sia dell’album, sia dell’arrivo del Tour dell’artista francese in Italia.

E #woodkid comincia con #thegoldenage

Dopo una lunga attesa, improvvisamente ottoni e i violini anticipano l’arrivo sul palco di Woodkid che si aggiunge agli 8 musicisti già presenti, per dare poi inizio al concerto con “The Golden Age”. Man mano che la canzone va in crescendo, si aggiungono alla scenografia assolutamente minimal – se non inesistente – giochi di luci e retroproiezioni.

Ma questo in realtà semplice semplice setup scenico riesce a sottolineare al meglio ogni passaggio musicale, che sia una parte piuttosto tranquilla, o improvvisi stacchi d’energia, come se le luci con l’intensità e le geometrie disegnate dai fasci dei proiettori e i video in sfondo su unissero alla sinfonia suonata live.

woodkid

Un live perfetto, di qualità pari alla versione studio delle stesse canzoni presenti nell’album, con la voce di Yoanne perfetta, che non sbaglia una nota (tranne dimenticarsi le parole nella prima parte del concerto :) ).

'cause #iloveyou #woodkid

E poi si continua con le canzoni più tranquille dell’album fino ad arrivare ad I Love You, ultimo singolo, che fa esplodere la platea.

E di canzone in canzone si arriva alla pura energia di The Conquest of Space, al “questa forse la conoscete” Iron, che riesce ancora di più a far scatenare tutti, con la sua energia, la sua epicità, i suoi cambi tra strofa/ritornello accentuati da esplosioni luminose e cambi drastici di video/effetti di luce e un Woodkid che passa dallo stare immobile al correre a destra e sinistra del palco, incitare il pubblico, sottolineare i colpi di cassa. E il saltare sul pavimento della platea, che ondeggiava a ritmo (aiuto, si spaccherà mica?).

E poi la fine, ma prima la richiesta a gran voce per Run Boy Run, unico singolo assente. E Run Boy Run fu, in una versione molto più lunga, da brivido.

Qualcuno ha detto Run Boy Run? #woodkid

Brivido per la bravura di Woodkid, per la sua voce, per come si muoveva sul palco, per i bravissimi musicisti che l’hanno accompagnato.

Sensazioni stranissime a vedere le luci che si muovevano, disegnando poligoni geometrici nell’aria, vedendo invece sul palco, alcuni musici fermi e immobili come statue che guardavano avanti, visto che in quel momento non stavano suonando, con magari Woodkid che si muoveva come un forsennato sul palco o delle retroproiezioni da brivido.

Non una sbavatura nella voce, nella musica, nel sync video/luci.

Bravi, bis, bravi, a quando il prossimo concerto?

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(Giustamente in ritardo) Benvenuto Fuorigio.co!

Con giusto quella manciate di settimane di ritardo, eccomi qui a parlare di Fuorigio.co.

fuorigioco

Un’idea nata autonomamente in ognuno di noi (Andrea, Giovanni, Fabio, Lorenzo S. e me) e che ha preso per la prima forma e nome quasi per caso davanti ad una pizza e ad un Xbox con cui stavamo giocando – guarda caso – FIFA 2013.

Perché c’è la voglia di provare a fare di più in quel mondo del gaming che tanto apprezziamo, per passione e anche (chi più, chi meno) per lavoro. La voglia di potere avere uno spazio nostro, insieme e che mostri le mille sfaccettature di questo enorme universo che non è solo entertainment, ma che spesso arriva all’arte. Essere insieme per riuscire a dare copertura a più notizie e uscite possibili, ma soprattutto per aggregare pensieri e recensioni non sempre concordi tra loro.

Insomma, per dirla con le ottime parole di Andrea, che ha firmato l’editoriale di presentazione:

Amiamo il mezzo videoludico in tutte le sue forme, amore che negli anni passati abbiamo profuso scrivendo su varie testate di settore, gestendo community, producendo videogiochi. Ma come una piccola coalizione appena nata, non ci siamo mai sentiti rappresentati pienamente. Troppo stretti nelle maglie di una linea editoriale, troppo poco tempo a disposizione per raccontarlo al meglio.

Abbiamo deciso di unire il nostro credo e di mettere quello che di meglio abbiamo da offrire, qui: la nostra passione.

Non aspettatevi scadenze puntuali, non aspettatevi recensioni del giorno dopo, ma soltanto la certezza che qui vi racconteremo, ognuno con il suo stile e linguaggio, ciò che significa vivere con tutti i sensi un’opera d’arte.

[...]

Mettetevi comodi, lo spettacolo ha inizio.

Ovviamente noi 5 (con Michele e Paolo che si sono aggiunti in quest’avventura) vi aspettiamo su fuorigio.co,

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Fastweb #fastline: Moscova MM2 o Tokyo Shibuya?

Ieri lunedì 21 gennaio è stata una giornata un po’ particolare per i pendolari che si trovavano a passare dalla stazione di Moscova della MM2 milanese: Fastweb ha infatto trasformato la stazione meneghina nella trafficatissima stazione di Tokyo Shibuya.

Moscova MM2 o Tokyo Shibuya?

La banchina direzione Abbiategrasso è infatti stata completamente trasformata: tra decori del muro, affissioni pubblicitarie illeggibili per noi occidentali, cartelli di attenzione/norme di comportamento, un’edicola specializzata, schermi che trasmettevano notizie locali (di Tokyo, intendo) e meteo, avvisi sonori in doppia lingua giapponese e inglese.

#fastline - Edicola

#fastline - Musica a tutto volume

Numerose comparse (si parla di un centinaio) aumentavano la sensazione di trovarsi in tutt’altra città: lavoratori in giacca cravatta e ventiquattore, studenti in divisa, una geisha, cosplayer.

#fastline - people

Fastweb #fastline - Lavori in corso

Sui cartelloni pubblicitari era presente un QR che rimandava al sito Immagina, puoi e che permetteva velocemente di fare check-in a Tokyo. Lo stesso sito presentava un’infografica aggiornata in tempo reale sul numero di treni e passeggeri che hanno transitato per la stazione di Moscova / Shibuya e raccoglie i tweet e le foto scattate con Instragram dai passanti e taggate con #fastline, tag ufficiale dell’iniziativa.

Immagina, puoi - Infografica in tempo reale

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Facebook rinuncerà al suo logotipo?

Durante l’evento di ieri, Mark Zuckerberg ha presentato il nuovo sistema di ricerca di Facebook, denominato Graph Search.

Facebook Graph Search

Si tratta di un motore di ricerca in tempo reale basato sulla propria rete di contatti facebook, che permette (per il momento) di trovare amici, luoghi, interessi e foto, utilizzando chiavi di ricerca in linguaggio naturale come “ristoranti in cui sono stati i miei amici a Bologna”, “hotel vicino alla Tour Eiffel”, “Canzoni che piacciono ai miei amici”. Successivamente la nuova ricerca verrà allargata in modo da comprendere anche i testi dei post e le azioni personalizzate rese possibili con gli Open Graph.

L’introduzione della nuova ricerca porta però con sè un grosso cambio nella barra di navigazione superiore.

New Facebook Nav Bar / before and after Graph Search

Infatti, per fare spazio alla nuova barra di ricerca, sono state spostate le tre icone (richieste amicizia, messaggi e notifiche) sulla sinistra (in modo simile a quanto stavano sperimentando da ottobre), viene eliminato il nome dell’utente (ora identificato solo dall’icona profilo), sparisce lo sfondo bianco della casella di testo della ricerca e si perde il logotipo “facebook”.

Gli ultimi due cambi sono molto interessanti: non solo ciò che si scrive nell’input box serve per determinare i risultati mostrati, ma viene usato anche come titolo della pagina.

Inoltre il logotipo, a cui siamo abituati dal 2004, viene sostituito da una versione piatta e semplificata di quello che nelle Brand Guideline viene chiamato “f” logo.

L’”f” logo è l’unico logo che le aziende possono liberamente utilizzare per comunicare ai propri clienti la presenza sul social network, per cui è ormai comune trovarlo in qualsiasi forma di comunicazione pubblicitaria, non solo online (siti e banner), ma anche offline, in pubblicità su riviste e giornali, manifesti, sacchetti. Questo straordinaria diffusione ha fatto sì che l’icona – assieme al simbolo della manina – sia indissolubilmente associato e riconducibile a Facebook.

Sorge quindi il dubbio se la nuova icona rientri solo nel processo di semplificazione della barra di navigazione o se sia il primo passo per un più grande cambiamento di brand identity, seguendo le orme di Nike, Apple o (più recentemente) di Twitter, che hanno eliminato completamente il logotipo e usano la sola icona.

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Google Sync: accedere di nuovo all’elenco dei device

Dopo aver cambiato iPhone, Gmail non teneva più sincronizzate correttamente le mail cancellate dal device: anziché finire nel cestino, venivano semplicemente tolte dalla Inbox (ma rimanevano tra le “All Mail”).

Il trucco, a patto di avere impostato l’account come Exchange sull’iPhone e di avere English (US) come lingua, è di abilitare la funzione Enable “Delete Email As Trash” for this device da Google Sync. È – purtroppo – un’opzione facoltativa che lavora a livello di singolo iPhone / iPad e non è possibile impostarla come default a livello di account.

Google Sync

Google Sync è accessibile direttamente dal device all’indirizzo http://m.google.com/sync ma, forse per qualche cambio recente, al momento l’url non funziona correttamente e rimanda alla normale pagina web di aiuto, senza alcuna possibilità di modifica delle impostazioni dei dispositivi.

Per accedere invece all’elenco dispositivi, dopo un po’ di ricerca online, sono riuscito a trovare il link https://m.google.com/sync/settings/iconfig/welcome che al momento sembra funzionare.

Accedendo all’url dal proprio dispositivo mobile, dopo un login, comparirà un elenco contenente tutti i device iOS che sono stati sincronizzati con il proprio account; per ognuno, oltre ad attivare l’opzione per la corretta gestione della posta eliminata, è possibile attivare l’opzione Send mail as (info sulla funzione) e impostare quali calendari (propri o condivisi) sul dispositivo.

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Final Fantasy XIV: A Real Reborn, ovvero quando gli MMORPG muoiono e risorgono

The End of an Era”, questo è il titolo dello spettacolare filmato con cui Square Enix conclude l’attuale ciclo vitale di Final Fantasy XIV per riprenderlo il prossimo anno con l’uscita di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn.

Square Enix stacca così la spina all’MMORPG, accusato da giocatori e critica di essere troppo complesso e macchinoso, anche nell’eseguire i task più semplici, classi di personaggi assurde e di non offrire un’esperienza di gioco pari a quella degli altri Final Fantasy. Al suo posto, dopo il periodo di beta test previsto per “inverno 2012″, verrà lanciato il nuovo gioco, caratterizzato da uno schema di classi tradizionali, un sistema di combattimento semplificato, con un motore grafico completamente riscritto e molte celebrazioni dal mondo FF, che vanno ben oltre i classici cristalli o i bestiario.

Il filmato è semplicemente spettacolare ed ineccepibile dal punto di vista tecnico, come ogni filmato prodotto da Square. La grafica, la colonna sonora, il montaggio che fa salire sempre di più la tensione prima di arrivare alla fine. Però sa di già visto. E il problema non sono le solite classi, le solite magie, il solito Bahamut. Il problema è che abbiamo già visto un drago arrabbiato che mette a ferro e fuoco un mondo distruggendolo. L’abbiamo visto quando Blizzard ha aggiornato (più di 2 anni fa ormai) i server di World of Warcraft per Cataclysm: il Deathwing ha abbattuto la sua collera sulle terre di Azeroth, modificando per sempre la geografia di alcune zone e permettendo nuovi sviluppi narrativi.

SquareEnix, non te n’eri accorta?

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GamesWeek 2012: le impressioni

Lo scorso weekend si è svolta, negli spazi del MiCo (ex Fiera Milano City), la seconda edizione di GamesWeek, manifestazione promossa da AESVI dedicata al videoludico.

 Nei padiglioni di fiera erano presenti i soliti grandi: Sony, Electronic Arts, Microsoft, Activision, Nintendo dominavano la scena con gli stand più grandi, seguiti a breve ruota da Ubisoft, Bandai/Namco, Disney, Warner Bros e l’italianissima Milestone.

La grande novità di quest’edizione è stato sicuramente il Wii U, per la seconda volta in Italia (dopo Lucca Comics). Vederlo in azione lascia un po’ a bocca aperta: ammetto che mi ha fatto una certa impressione vedere Assassin’s Creed 3 girare con enorme fluidità sulla nuova console targata Nintendo, con una qualità grafica pari, se non addirittura superiore, a quella di xBox 360 e PS3.

Il pad, di dimensioni generose, è più leggero del previsto e permette innumerevoli utilizzi: l’unico limite è solo nella fantasia degli sviluppatori. Ho avuto modo di provare Super Mario Wii U, ultimo titolo della lunga saga dell’idraulico rosso, che finalmente si mostra in tutta la bellezza dei 1080p. Il gioco è il solito a cui siamo abituati, ma Mario non è mai stato così bello (al netto di qualche piccolo problema di antialiasing, anche se forse è voluto). Ha poi attirato la mia attenzione Pikmin 3, che riconferma il gameplay delle installazioni precedenti e soddisfa tutte le aspettative al netto di qualche difetto di grafica, sicuramente perdonabile visto che il titolo è in uscita nella primavera 2013 e lo sviluppo non è ancora stato ultimato.

Ubisoft, nel suo stand, ha presentato altre novità dedicate al Wii U: Rabbids Land, con una serie di minigiochi da fare in compagnia (spesso tutti contro 1) con protaginisti i pazzi Rabbids, Rayman Legends, che riprende lo stile acquerello di Rayman Origins e propone nuovi livelli da superare con l’uso del touch screen del pad di Wii U e Zombie U, forse il titolo di punta del day one della nuova console. Atmosfere cupe, zombie, luci assenti e una sensazione di ansia perenne sono le caratteristiche del gioco, che strizza l’occhio agli hardcore gamer combinando il genere dei classici survival horror ad enigmi particolari da risolvere con l’uso del touch screen o muovendo il Pad di Wii U.

Immancabile la presenza di Just Dance 4, gioco capace di attirare le attenzioni di un nutrito pubblico, di dare spazio a mash-up interessanti (lo chiameremo Just Creed ;) ) e infilarti nella testa motivetti degli One Direction (argh!) difficili da togliere.

Non solo gaming per Microsoft, che presentava anche le novità multimediali di Xbox 360, con l’applicazione per mobile e tablet “Smartglass” e la presenza di alcuni portatili con installato il nuovo OS di Redmond: Windows 8. Dominavano lo stand le postazioni di prova di Halo 4, Forza Horizon, Fable, la nuova versione di Kinect Sports e il palco su cui spesso era possibile giocare a Fruit Ninja Kinect. Menzione d’onore va a Nike+ Kinect Training, realizzato in collaborazione con Nike e che permette di allenarsi in casa, con un allenamento personalizzato, sotto l’occhio vigile della telecamera del Kinect che fornisce consigli, suggerimenti e giudizi in tempo reale, ma anche di giocare e sfidare i propri amici a colpi di esercizi fisici.

Activision ha dato invece moltissimo spazio a Call of Duty Black Ops 2, occupando quasi metà stand con 30 e più postazioni di gioco, che non bastavano per smaltire velocemente la coda di appassionati e curiosi desiderosi di provare il nuovo sparatutto in anteprima. Le postazioni LAN permettevano di partecipare ad un’intera partita in multigiocatore, dando modo al giocatore di verificare a fondo l’esperienza di gioco offerta dal nuovo capitolo della famosa saga.

Il gioco è stato lanciato nella serata di lunedì, con un party ufficiale (in cui ero presente, grazie all’invito di Activision) al Login di Milano, addobbato a tema militare, con un’area di tiro, area torneo LAN, una postazione per rasarsi i capelli e un gruppo di attori in mimetica, che hanno poi scortato gli interessati al più vicino GameStop per mettere le mani sul gioco, prima di tutti. Peccato che alcuni negozi della stessa catena abbiamo rotto l’embargo in giornata, rendendo di fatto nulla l’organizzazione della vendita di mezzanotte.

Altri gioco che ha attirato notevolmente l’attenzione del pubblico della manifestazione (e generato lunghe code) sono stati Dead Space 3 e Crysis 3 di Electronic Arts. Mentre nel caso del primo era disponibile solo un filmato semi interattivo che non permetteva di provare a fondo il gioco (in uscita l’8 febbraio 2013), nel caso del secondo gioco l’anteprima era ben più corposa, permettendo la possibilità di provare alcuni livelli del gioco in single player.

Da Sony invece grande spazio a PSVita, con le prove di Call of Duty – Declassified, Sly Cooper, WRC 3, PlayStation All-Stars Battle Royale, anche se quest’ultimo è disponibile anche su PS3, assieme a LittleBigPlanet Karting, God of War: Ascension e l’interessantissimo Unfinished Swan.

Realizzato da in esclusiva PSN che sfrutta il Move per andare alla scoperta del vuoto apparentemente vuoto, lanciando palle di vernice per rivelare il mondo. L’effetto complessivo è particolare e straniante e ricorda alla lontana l’esperienza di Flower e Journey di ThatGameCompany.

Altro titolo interessante è Wonderbook: il libro degli incantesimi, primo titolo di una serie di giochi realizzata da Sony in collaborazione con il progetto Pottermore della J. K. Rowling e dedicato ai più piccini. Il controller Move si trasforma in una bacchetta magica con cui lanciare incantesimi, sfruttando la tecnologia di realtà aumentata permessa dal Wonderbook (uno speciale libro fatto a QR Code) e la telecamera PlayStation Eye.

La manifestazione, forte delle 40.000 presenze registrate nei 3 giorni, si conferma un’ottima vetrina per le aziende, ritrovo per gli appassionati che possono provare le novità, ma anche semplici curiosi e famiglie (grazie anche alla presenza dell’attrezzato spazio bimbi).

Mi ha fatto un’impressione diversa rispetto allo scorso anno, forse per la maggiore affluenza, la folla che rendeva impossibile muoversi intorno allo stand enorme di GameStop e all’area palco al momento del lancio dei gadget o delle esibizioni (Mondo Marcio, Finley, Power Francers, Gemelli Diversi tra gli altri).

Ma alla fine si tratta di una manifestazione giovane, al suo secondo anno di vita. Vedremo l’anno prossimo come migliora, vero?

 

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Instagram introduce i Profili Web

 

Con una mossa in realtà attesa da tanto, Instagram ha annunciato l’attivazione di quelli che chiama profili web, delle pagine web che permettono di vedere tutte le foto di un determinato utente e facilmente accessibili con l’indirizzo instagram.com/nomeutente.

Una mossa che va a colmare la grossa lacuna di Instagram permettere di accedere all’elenco foto di un utente solo via app e non via web. La laguna era stata colmata da servizi come statigr.am o webstagram che, basandosi sulle API offerte dal social network fotografico, permettevano da tempo la possibilità di accedere al proprio feed, vedere le foto degli utenti, effettuare ricerche per hashtag, commentare e mettere like alle foto.

I profili nella parte alta presentano una selezione delle foto più apprezzate dell’utente, l’immagine profilo e le informazioni su foto caricate, following e follower, ricalcando l’impostazione grafica delle cover della timeline di Facebook (proprietaria di Instagram da qualche mese).

Subito sotto la cover inizia l’elenco delle foto, ingrandibili con un click che mostra la classica interfaccia delle foto singole a cui siamo già abituati e che permette di commentare e mettere like.

I profili web verranno attivati in automatico nelle prossime settimane, anche per gli utenti con profilo privato. In questo caso, le foto saranno visibili solo dopo aver effettuato il login e se già si segue quel determinato utente.

Per vedere già un esempio di profili, si possono vedere: @nike@cucinadigitale@mycookingdiary e @palomaparrot.

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Ombre

12 settembre 2012. Nell’ombra, un 5.

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