Lo strano caso del lancio di ANTI di Rihanna su TIDAL

Dopo 3 anni di pausa, Rihanna è infine tornata, facendo uscire quasi a sorpresa ieri sia  il nuovo singolo Work che – a qualche ore di distanza – l’intero album ANTI.

Rihanna ci aveva abituato a un’uscita annuale dei suoi lavori: Rated R, Loud, Talk That Talk e Unapologetic sono usciti sul mercato tutti a Novembre, tra il 2009 e il 2012. Da allora, più o meno silenzio, al netto delle solite notizie di produttori e autori sul processo di produzione del nuovo lavoro. E l’hype nel frattempo è salito: a gennaio dello scorso anno si pensava che FourFiveSeconds (con Kanye West e Paul McCartney) fosse il singolo di lancio; poi una serie di tracce prodotte per il film d’animazione Home; poi il singolo Bitch Better Have My Money; a ottobre 2015 è stato svelato ufficialmente il titolo dell’album e la cover, promosso con AntiDiary Experience AR game realizzato in collaborazione con Samsung.

E così arriviamo fino a ieri 27 gennaio 2016: esce il singolo Work, realizzato con Drake, in esclusiva in streaming e in download a pagamento su TIDAL. Qualche ora dopo – per sbaglio? – l’album viene reso disponibile interamente sempre TIDAL, ma per soli 20 minuti: giusto il tempo per screenshottare la track list, scaricare le tracce e farle girare. Ma il leak ormai c’è.

rihanna ANTI tracklist

In serata le cose cambiano. Cambio di strategia all’ultimo per rimediare al presunto errore o forse era stato deciso così dall’inizio? In ogni caso l’album torna ufficialmente su TIDAL ed è disponibile in streaming per tutti gli abbonati al servizio. Viene inoltre reso disponibile anche download gratuito tramite il TIDAL STORE: le copie disponibili sono in numero limitato e bisogna usare uno dei codici di redeem in collaborazione con Samsung (per adesso uno dei codici che funziona è semplicemente “ANTI”), che offrono pure una prova del servizio di streaming di 60 giorni.

Intanto: domani 29 gennaio verrà resa disponibile sullo store anche la deluxe edition, con 3 tracce bonus, mentre lo streaming dell’album dovrebbe essere un’esclusiva del servizio di Jay Z per la prima settimana e poi iniziare a compare su Spotify & co.

A me è venuto un po’ il mal di testa nel tentare di capire la logica di un lancio del genere. E non fa altro che alimentare i miei dubbi sulla piattaforma di streaming che non riesce a gestire in modo corretto uno dei lanci più importanti di questo inizio 2016.

Il tutto senza considerare che da un lavoro durato 3 anni mi sarei aspettato qualcosa di più da Rihanna, dall’album ma soprattutto dal singolo di lancio che – diciamolo pure chiaramente – è ai limiti dell’inascoltabile. Tra le varie tracce, l’unica che si salva dallo skip immediato è Kiss It Better, con quello strano sapore di ballad anni ’90.

In ogni caso il mio giudizio finale da espertissimo di musica è che vorrei riavere indietro il tempo perso per ascoltare (e aspettare) questa cosa qui. E che un album di Rihanna senza neanche una traccia da dancefloor non è un vero album di Rihanna.

Nel frattempo, vado mettere il cuore al seguente tweet:

 

 

 


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