In Italia sono tutti maschi

Sembra che la frase “In Italia sono tutti maschi” sia da attribuire a Mussolini, che giustificava così l’inutilità di inserire all’interno delle leggi razziali del 1938 il reato di sodomia. Un popolo di maschi attivi, virili e poco inclini a tali debolezze.

Eppure, nonostante l’assenza di un articolo dedicato, dal 1938 al ’40 l’isola di San Domino, dell’arcipelago delle Isole Tremiti, è diventata la meta di tutti i confinati proprio per il reato di sodomia: un totale di 300 persone che vivevano il confino più pesante di tutti. Una diaria di sole 5 lire al giorno (quando ai confinati politici, ad esempio, ne erano assegnate 10) a fronte di un costo del pasto di 20 lire, un’isola totalmente brulla, con solo due grandi cameroni, in cui non si poteva fare nulla, neanche ripararsi dal sole e con tanto di reato di aggregazione se più di 3 persone parlavano assieme.

Ed è di alcune di queste persone che parla “In Italia sono tutti maschi”, graphic novel di Luca De Santis e Sara Colaone, che compie 10 anni di vita ed è finalmente stata ristampata grazie a Oblomov Edizioni, in una nuova edizione con alcune aggiunte.

Nell’incontro di presentazione da Open di settimana scorsa, Luca racconta come tutto nasca da una ricerca negli Archivi storici di Stato, per un compito per la scuola di sceneggiatura. Una ricerca che ha portato alla scoperta di tantissime lettere scritte dai confinati alle loro famiglie, lettere che sono state intercettate e mai recapitate. Tantissimo materiale umano che è alla base della versione romanzata e di fiction del graphic novel.

Un materiale umano che inizialmente sembra lasciar trasparire solo gli aspetti giocosi del confino: le numerose cene, le feste per i nuovi arrivati, come se il confino fosse solo gioia.

Eppure no non era così. San Domino non era la prima versione italiana di un gay village. Le cene, le feste, le risate erano indice dello spirito forte con cui veniva affrontato il confino, ma sono anche l’aspetto meno doloroso, più facile da comunicare per i confinati.

Un meccanismo di protezione per dimenticare tutto il resto, come la dolorosa vicenda di Attilio, linciato in piazza dall’intero paese, tra cui il padre e il ragazzo da lui amato.

Quella degli omosessuali al confino durante il periodo fascista è una storia che nessuno conosce, che non è riportata sui libri di storia e di cui non si parla mai, neanche all’interno della comunità LGBT. Una storia difficile da recuperare, perché gli stessi ex-confinati omosessuali non vogliono parlarne, forse per non far riaffiorare nella loro memoria il dolore e la vergogna.

Ed è proprio questo l’aspetto più importante del graphic novel di Luca e Sara: aver portato alla luce qualcosa di dimenticato, di non conosciuto e – grazie alla forma del fumetto – aver reso accessibile questa parte di Storia. Una Storia non lontana e fatta di date, nomi trattati e meri elenchi fatti. Ma una Storia raccontata dal punto di vista di coloro che l’hanno vissuta, o meglio, subita.

 

In Italia sono tutti maschi
di Luca De Santis e Sara Colaone
Oblomov Edizioni
Pagine: 176 / Colori
Formato: 17×24 Cm
Rilegatura: Brossura
Acquista su Amazon: https://amzn.to/2KDBmWH

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