Quel che ricordo di X-Files

X-Files è una di quelle serie che mi ha sempre affascinato, quando ero piccolo. Quell’aria di mistero, gli alieni e un po’ il brivido di dover rimanere sveglio fino a tardi per vederla su Italia1, la paura di poi non riuscire a dormire (sì, sono molto impressionabile).

L’ho però sempre visto un po’ troppo saltuariamente, perdendomi molti episodi. Non era una cosa che mi dava fastidio ai tempi: un po’ perché non sentivo l’esigenza di vederlo tutte le settimane, un po’ per via della struttura fatta di episodi autoconclusivi. Non mi ponevo il problema dello sviluppo della trama orizzontale. Riuscivo a intuirlo e così mi bastava: è un approccio ai serial totalmente diverso da quello di adesso, visto che oggi non riesco/voglio perdermi nessun episodio, neanche sui procedurali più spinti. Piuttosto faccio altro durante la visione e la mia intenzione non è totalmente dedicata allo schermo, ma

Ma adesso è in onda la 10ª stagione di X-Files: ho visto i primi 3 episodi e in realtà mi sento un po’ smarrito. Mi fa strano vederla e non saprei neanche spiegarmi meglio.

Non sono più abituato alla contrapposizione di idee di Mulder e Scully, non sono più abituato ai ritmi narrativi di Carter e ho come l’impressione essere tornato indietro di più di 15 anni.

Eppure, anche dopo aver letto How The X-Files changed television su Vox, mi è venuta voglia di riprendere tutto dall’inizio la serie. Alla fine, è pur sempre una serie TV che ha fatto la storia delle serie TV, no?

The X-Files’ pioneering format allowed each episode to stand alone while still fitting into the show’s serialized story arcs
That’s what makes The X-Files such a fascinating TV artifact.

The show, which ran from 1993 to 2002 on Fox (and recently returned for a limited six-episode engagement) straddled television eras, debuting before the golden age had taken shape and ending as it was well underway.

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