Forse non è il computer per te

Sui nuovi MacBook presentati da Apple settimana scorsa si sta dicendo molto, forse troppo.

Ma io riassumerei il mio pensiero a riguardo così: se non ti basta una sola porta USB-C o se non ti basta il Core M, semplicemente il nuovo MacBook non è il computer per te.

Forse un po’ troppo estremista, ma il punto è uno: qual è il senso di comprare una macchina ultraportatile per poi utilizzarla sempre attaccata ad altri device esterni per cui servono più prese USB? A mio avviso nessuno.

Questa è una macchina che – ad oggi – è studiata per stare attaccata alla corrente il meno possibile e portata sempre in giro grazie all’elevatissima portabilità (tra peso e dimensioni ridotte).

Non ha senso – oggi – che sia paragonata come casi d’uso ai già rodati Air e Pro. È una macchina differente, che parte da un’idea differente. Certo, in futuro potrà guadagnare processori più potenti, più porte USB-C (e in futuro per tali porte non ci sarà bisogno di adattatori perché sarà il nuovo standard) e un prezzo minore, risolvendo così tutti questi presunti punti critici, ma oggi non ne ha bisogno.

Non ne ha bisogno perché con questo MacBook Apple introduce una serie di novità costruttive (le batterie “a scalini”, un nuovo design senza ventole, il passaggio alla piattaforma Core M e una nuova scheda logica molto più piccola, il trackpad Force Touch) che – sicuramente – nel giro di pochi rilasci verranno estese anche ad altri prodotti della linea.

Come già l’Air qualche anno fa, questo nuovo MacBook è la visione di Apple per il futuro (dei portatili).

E sono convinto che molti produttori vi si ispireranno.

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